Home Apologetica Belle Domande! Sulla Bibbia La Bibbia è piena di errori e contraddizioni ?

La Bibbia è piena di errori e contraddizioni ?

 

Alcuni affermano che la Bibbia è piena di errori e contraddizioni. Va riconosciuto che alcuni quesiti posti sono di difficile risoluzione. E' vero che ci sono dei passi difficili, ci sono dei versetti che sembrano contraddirsi a vicenda, ma in realtà la Bibbia non è piena di errori e  contraddizioni, in realtà più che errori nella Bibbia troviamo difficoltà. Nessuna persona informata o ben preparata pretende di essere in grado di spiegare completamente tutte le difficoltà Bibbia. Ma ci sono risposte possibili e intellettualmente convincenti, in altri casi non ci sono risposte, ma questo non significhi che la Bibbia non dica la verità.
Ma vediamo innanzitutto:
1)Una domanda senza risposte non equivale a un errore!
Un errore è ciò che non corrisponde alla realtà. Gli errori non fanno parte della rivelazione di Dio, ma sono in interpretazioni errate dell'uomo. Alcune difficoltà nascono da una conoscenza inadeguata delle circostanze o da informazioni limitate e non implicano alcun errore. La persona scettica si sbaglia quando pensa che ciò che non è ancora stato spiegato non sarà mai spiegato chiudendo così definitivamente la sua opinione critica. È un errore pensare che non esiste assolutamente alcun modo di poter riconciliare i versetti o che non possano esserci altre possibili spiegazioni. Anche se adesso non è disponibile una risposta, ciò non significa che essa non esista! Molti che avevano trovato presunti errori nella Bibbia nel passato, in relazione alla storia o alla geografia, successivamente al rinvenimento di ulteriori prove archeologiche hanno scoperto che la Bibbia aveva ancora una volta ragione!
Infatti:

 

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Ultimo aggiornamento (Sabato 05 Marzo 2011 08:48)

 
Briciole
Conoscere Dio è una questione di coinvolgimento personale, nella mente, nella volontà, nei sentimenti. In caso contrario, non sarebbe affatto un rapporto totalmente personale. Per arrivare a conoscere un’altra persona, bisogna impegnarsi a stare in sua compagnia e condividere i suoi interessi, ed essere pronti a identificarsi con ciò che la concerne. Diversamente, il rapporto sarà soltanto superficiale e insipido. “Provate e vedrete quanto il Signore è buono”, dice il salmista (Salmo 34:8). “Provare” (o “gustare”), per noi, vuol dire “assaggiare” un boccone di qualcosa per apprezzarne il sapore. Una pietanza può avere un buon aspetto ed essere raccomandata dal cuoco, ma non sappiamo quali siano le sue effettive qualità finché non l’assaggiamo. Similmente, non conosciamo le vere qualità di una persona finché non abbiamo “provato” l’esperienza di un’amicizia con lei. Gli amici, mi si passi l'espressione, si comunicano sempre gli uni gli altri i loro “sapori”, condividendo i loro atteggiamenti sia reciprocamente (pensiamo a una coppia di innamorati) sia nei confronti di ogni altra cosa d’interesse comune. E a mano a mano che aprono il cuore l’uno all’altro attraverso parole e azioni, ognuno di essi “gusta” le qualità dell’altro, nel dolore come nella gioia. Essendosi identificati negli interessi comuni, se ne sentono personalmente ed emotivamente partecipi. Provano simpatia l’uno per l’altro, si pensano a vicenda. Questo è un aspetto essenziale della conoscenza che gli amici hanno l’uno dell’altro; e lo stesso avviene nella conoscenza che il cristiano ha di Dio, la quale, come abbiano visto, è appunto un rapporto fra amici.James I.Packer

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