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La spiritualità nelle relazioni

Cristiani definiscono la spiritualità in modo diverso. C’ è chi pensa alla  spiritualità attraverso la venerazione dei santi, il culto delle reliquie, i pellegrinaggi ai santuari, ecc. In altri casi la spiritualità è identificata con l'asceta, che dedica la sua vita alla ricerca di ideali, alla contemplazione e alle pratiche di estrema abnegazione o di auto-mortificazione. Per altri la spiritualità è la ricerca della propria identità attraverso il messaggio cristiano. Per altri ancora la spiritualità è esercitare i doni spirituali, per altri la spiritualità si misura con la conquista delle anime nell’evangelizzazione. Al di là di tutto questo, si dimentica in definitiva che la spiritualità Biblica consiste nell’avere una giusta relazione con Dio, con gli altri e con se stessi.

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Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Novembre 2011 11:40)

 
Briciole
Si possono confessare le stesse parole di un vero pentito senza ravvedersi (Matteo 21:28-32; 1 Giovanni 2:4; 4:20). La confessione di per sé non è pentimento. La confessione fa muovere le labbra; il pentimento smuove il cuore. Chiamare malvagia un’azione davanti a Dio non è lo stesso che abbandonarla e ripudiarla. Sebbene la confessione sia onesta ed emotiva, non basta se non riflette anche un vero cambiamento avvenuto nel cuore. Ci sono alcuni che confessano solo per bella mostra; il loro cosiddetto pentimento potrebbe essere melodrammatico eppure non reale. Se si esprime pentimento per mostrare invece un successo, non si avrà ravvedimento. Si può parlare con umiltà e peccare con arroganza come Saul che fece una confessione modello (1 Samuele 15:24-26), ma finì all’inferno. Il pentimento che si mette solo in mostra non è un vero pentimento biblico.Jim Elliff

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