La spiritualità biblica: Le discipline spirituali. Il digiuno. Seconda parte.
“Il digiuno aiuta a esprimere, ad approfondire e a confermare la nostra determinazione di essere pronti a sacrificare qualsiasi cosa, anche noi stessi, per ottenere quello che cerchiamo per il regno di Dio”. (Andrew Murray). Il digiuno biblico ha solo valore davanti a Dio, se è fatto per la gloria di Dio e non per i propri interessi, infatti, noi vediamo nella Bibbia che il digiuno non provoca automaticamente una reazione positiva del Signore come leggiamo per esempio in Zaccaria 7:5 : 5 «Parla a tutto il popolo del paese e ai sacerdoti, e di: "Quando avete digiunato e fatto cordoglio il quinto e il settimo mese durante questi settant'anni, avete forse digiunato per me, proprio per me? E ancora in Isaia 58:3 : 3 "Perché", dicono essi, "quando abbiamo digiunato, non ci hai visti? Quando ci siamo umiliati, non lo hai notato?" Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate i vostri affari ed esigete che siano fatti tutti i vostri lavori. (Vedi anche Geremia 14:12 ). Per Dio è importante la motivazione per cui facciamo un digiuno. A proposito Arthur Wallis afferma: “Anche in quegli ambienti dove il digiuno è accettato come un normale esercizio spirituale, spesso se ne parla tanto come mezzo di beneficio personale- per essere rivestiti di potenza, per i doni spirituali, per la guarigione fisica, per ottenere l’esaudimento della preghiera- che il suo primo aspetto è dimenticato. Non è che sia sbagliato ricercare queste cose, ma le motivazioni che stanno alla base devono innanzitutto essere giuste. Non ha caso Gesù, nel primo riferimento neotestamentario al digiuno, ne tratta la motivazione (Matteo 6:16-18 ). Nessun aspetto è più importante di questo. A Dio non interessa soltanto cosa facciamo ma anche perché lo facciamo. Un’azione giusta può essere privata di tutto il suo valore agli occhi di Dio se è fatta per un motivo errato”.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Febbraio 2012 05:00)






